l'industria del serramento al tuo servizio - info@archei.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le origini

Il quartiere “Isola” ricoperto di cascine, spazi agricoli irrigati dal Naviglio, venne inglobato nel comune di Milano solo nel 1873. Il nome isola, deriva dalle condizioni fisiche del quartiere in cui si trovava quando venne annesso al comune: separato dal resto della città e dalla ferrovia (oggi Stazione Milano Garibaldi): solo fra gli anni ‘50/’60, venne collegato al resto della città da un’unica struttura, il cavalcavia Eugenio Bussa.

Ed è proprio durante questi anni che Isola divenne sempre più il cuore pulsante della città di Milano:

  •           Paradiso dei motociclisti,
  •           delle osterie tipiche milanesi e
  •           barber shop. Era un mondo a parte.

 Il quartiere era studiato in modo che ci fosse spazio per tutti e per tutto: affacciate sulle strade c’erano le botteghe ed i negozi di artigiani, dietro di essi i magazzini; i piani superiori suddivisi tra ballatoio e pianerottolo, erano ben studiati anch’essi per la distribuzione della popolazione:

  • Il ballatoio era destinato agli operai con grandi spazi abitativi;
  • Il pianerottolo, progettato per il ceto medio, era suddiviso in almeno tre stanze.

La svolta degli anni ‘60
Negli anni ’60 Isola inizia a subire una progressiva rivoluzione a livello urbanistico-architettonico, grazie ad uno dei primi interventi di grandi dimensioni firmato dall’architetto Melchiorre Bega che ideò un edificio che potesse ospitare degli uffici in via Alserio 10.
Un progetto di grande innovazione, caratterizzato da:

  1.            linee curve della facciata;
  2.            imponenti aperture che danno ai sette piani dell’edificio ancora più slancio e grandezza.

Il palazzo originariamente sede di Danone e Blockbuster, ospitava grandi sale riunioni, magazzini e un’autorimessa ma cadde in disuso nel 2015.

Il XXI secolo

Oggi dopo ben 40 anni dalla sua realizzazione, il palazzo dalle curve linee riprende vita grazie ad un progetto di riqualificazione dell’architetto Paolo Asti, Abitare Co.e Milano Contract District.
Un nuovo stile caratterizzato dal verde, dal legno e dalle vetrate che ospiterà nel 2020, 68 appartamenti: ma non finisce qui. All’interno del complesso sono previste,

  •           aree gioco,
  •          fitness area,
  •          servizi per gli abitanti come lo spazio delivery per lo stoccaggio di acquisti,
  •         servizio di consierge e molto altro ancora.

 Un progetto questo che assieme ai Boschi verticali e Porta Nuova hanno dato al quartiere la possibilità di diventare uno dei quartieri più cool e trendy di Milano. 



 

 

Abbiamo 8 visitatori e nessun utente online

ARCHEI © 2020